Revisore dei conti condominiali

La nuova figura del Revisore dei conti nella Riforma del condominio

L’art. 1130 c.c. della legge di riforma del condominio prevede testualmente: “L’assemblea condominiale può in qualsiasi momento o per più annualità specificatamente identificate, nominare un revisore che verifichi la contabilità del condominio. La deliberazione è assunta con la maggioranza prevista per la nomina dell’amministratore e la spesa è ripartita fra tutti i condomini sulla base dei millesimi di proprietà”.

La disposizione è sostanzialmente nuova ed attribuisce il potere all’assemblea di poter deliberare la nomina di un revisore che verifichi la contabilità del condominio, che sostanzialmente è quella tenuta dall’amministratore, e tale facoltà può essere esercitata anche senza che vengano indicate motivazioni o giustificazioni. La norma non richiede il possesso di alcun requisito particolare e nemmeno l’iscrizione a qualche albo specifico (es: revisore dei conti), e non esclude neppure che possa essere uno dei condomini.

Al fine di poter svolgere tale attività, il revisore avrà il diritto di poter accedere a tutta la documentazione contabile di cui l’amministratore sia venuto in possesso.

Per espressa previsione legislativa è assolutamente necessaria l’indicazione specifica del periodo di gestione che dovrà essere sottoposto a verifica contabile. Inoltre, proprio perchè la sua nomina e la verifica sono considerate attività svolte nell’interesse comune, è previsto che le relative spese siano ripartite fra tutti i condomini in proporzione al valore della proprietà di ciascuno.

Una volta espletato il suo incarico, il revisore redigerà una relazione con le conclusioni alle quali sarà pervenuto e le trasmetterà all’amministratore in carica il quale, poi, provvederà a farne avere una copia a ciascun condomino.